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La Chiesa Cristiana Ortodossa

 “Fa che siano tutti una cosa sola: come tu
 Padre, sei in me e io in te”
 Giovanni 17, 21





L’Evangelista Giovanni racconta che Gesù pregava così Dio Padre perché tutti i suoi discepoli rimanessero uniti.
Nella storia però, all’interno della grande famiglia dei cristiani, sorsero gravi incomprensioni che hanno portato alla divisione e alla nascita di Chiese separate da quella Cattolica.
Nel 1054 avvenne la prima grande divisione (scisma) dalla Chiesa di Roma, quella della Chiesa d’Oriente che comprendeva le Chiese della Grecia, quelle della Russia e di alcune nazioni slave.
All’origine di questa spaccatura c’erano opinioni diverse su alcune questioni di fede, ma soprattutto la contestazione del primato del Papa, successore di Pietro. I Vescovi dell’impero d’Oriente non erano d’accordo sull’obbedienza al Pontefice e sulla sua infallibilità.
I cristiani orientali presero il nome di ortodossi e consideravano come loro guida il Patriarca di Costantinopoli.
I cristiani occidentali, fedeli al Papa, presero il nome di cattolici.L’Evangelista Giovanni racconta che Gesù pregava così Dio Padre perché tutti i suoi discepoli rimanessero uniti.Nella storia però, all’interno della grande famiglia dei cristiani, sorsero gravi incomprensioni che hanno portato alla divisione e alla nascita di da quella Cattolica.Nel 1054 avvenne la prima grande divisione ( dalla Chiesa di Roma, quella della Chiesa d’Oriente che comprendeva le Chiese della Grecia, quelle della Russia e di alcune nazioni slave.All’origine di questa spaccatura c’erano opinioni diverse su alcune questioni di fede, ma soprattutto la contestazione del primato del Papa, successore di Pietro. I Vescovi dell’impero d’Oriente non erano d’accordo sull’obbedienza al Pontefice e sulla sua infallibilità.I cristiani orientali presero il nome di e consideravano come loro guida il .I cristiani occidentali, fedeli al , presero il nome di


La firma della dichiarazione congiunta di Benedetto XVI e Bartolomeo I
(AP Photo/Patrick Hertzog, pool)

Ortodossia, dal termine “ortodosso” (in greco òrthos, “retto”, e dòxa, “dottrina” e “gloria”), significa letteralmente “(cor)retta dottrina”. A questo significato primario, la tradizione ecclesiale ne aggiunge un secondo, complementare al primo: quello di “(cor)retta glorificazione”.
I due significati esprimono la medesima realtà, cioè la professione della retta fede cristiana, sia essa formulata sul piano concettuale (dottrina) o celebrata nella liturgia della Chiesa (glorificazione).
Il reclamo della Chiesa Ortodossa d’essere l’unica e vera Chiesa è basato su quattro fattori:

Ortodossia, dal termine “ortodosso” (in greco , “retto”, e , “dottrina” e “gloria”), significa letteralmente “. A questo significato primario, la tradizione ecclesiale ne aggiunge un secondo, complementare al primo: quello di “I due significati esprimono la medesima realtà, cioè la professione della retta fede cristiana, sia essa formulata sul piano concettuale (dottrina) o celebrata nella liturgia della Chiesa (glorificazione).Il reclamo della Chiesa Ortodossa d’essere l’unica e vera Chiesa è basato su quattro fattori:
  1. La Chiesa Ortodossa ha mantenuto una sana continuità storica con la Chiesa originale fondata da Gesù a Gerusalemme;
  2. La Chiesa Ortodossa ha mantenuto la fede apostolica conseganata una volta agli Apostoli (Giuda 3), né aggiungendo né sottraendo niente da esse;
  3. La Chiesa Ortodossa adora fedelmente Dio Padre nello Spirito e nella Verità provvedendo umanità con accesso personale alla vita e grazia della Tutta-Santa Trinità
  4. La Chiesa Ortodossa ha prodotto consistenti numeri di Santi durante i secoli – persone che producono con loro stessi la grazia increrata di Dio.

Da notare che le Chiese Ortodosse, da una parte, e quella Cattolica dall’altra, sono tra loro scismatiche, ma non si considerano reciprocamente eretiche, a differenza di quanto avviene, per esempio, per le Chiese Protestanti.
La liturgia della Chiesa Ortodossa è un’intera icona della liturgia celeste, un’immagine dell’eternità. Ogni sua cosa viene utilizzata per rivelare al cuore dell’uomo la bellezza del Regno di Dio. Sia nella lingua greca che in quella ebraica il termini “bello” significa anche buono. La verità di Dio è anche bellezza : una bellezza che chiama il cuore dell’uomo. Per poterla comprendere l’uomo deve acquisire quello spirito da bambino del quale ci parla Cristo. Questo spirito non è l’ingenuità o la leziosaggine, ma quella possibilità insostituibile di meraviglia attraverso la quale Dio si lascia scoprire nel più profondo di noi stessi. Solo i cuori puri, semplici e umili davanti a Dio possono afferrare quella bellezza nella quale Egli ci mostra il suo Volto, nel raggiante splendore del suo amore.
L’insegnamento delle innografie, la ricchezza dei testi liturgici, come l’insieme di quello che si può definire l’”estetica” liturgica, non si rivolgono unicamente alla ragione; parlano prima di tutto al cuore dell’uomo.
La liturgia è quindi fatta per coinvolgere l’uomo, nutrirlo, illuminarlo. Il fedele che partecipa alla preghiera della Chiesa non lo fa per concentrarsi intellettualmente su un insegnamento codificato, ma per impregnarsi della bellezza della liturgia, immergersi nella sua atmosfera, nutrire la sua anima, il cuore e lo spirito.
Il punto di vista romano cattolico della Chiesa differisce da quello Ortodosso in diversi modi.
I Latini insegnano che il capo visibile della Chiesa sia il Papa, il cosiddetti successore di San Pietro, che fu nominato per quella sacra posizione dal Signore stesso con le seguenti parole: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa….” (Matteo).
Il Papa è, allora, “il Vescovo della Chiesa Cattolica”, il suo insegnante, il vicario di Cristo sulla Terra. Egli è l’interprete della Tradizione Cristiana. Quando parla per tutta la Chiesa, lo Spirito Santo non gli permette di errare. Egli è, tuttavia, infallibile sui fatti di morale e di dottrina. Gli altri vescovi sono i suoi vice. E’ il simbolo dell’unità episcopale.
La Chiesa Ortodossa insegna che tutti i Vescovi sono uguali. Certamente, ci sono diversi gradi di Vescovi (Patriarca, Arcivescovo, Metropolita, Vescovo); tuttavia un Vescovo è un Vescovo. Queste differenze sono applicate all’amministrazione di una Chiesa o di un gruppo di Chiese, non alla natura del Vescovo. Il presidente di un Sinodo di Vescovi è chiamato Arcivescovo (tipicamente Greco) o Metropolita (tipicamente slavo).

 
Conformemente alla ecclesialità latina, ogni parrocchia è parte della Chiesa universale. La totalità delle Parrocchie Cattoliche formano il Corpo di Cristo sulla terra. Il visibile Corpo ha un visibile capo, il Papa. Questa idea di Chiesa implica che una parrocchia abbia due capi : il Papa e il vescovo locale. Ma un corpo con due teste visibili è un mostro. Anche il Vescovo locale sembra essere spogliato della sua autorità apostolica se il Papa può contraddire i suoi ordini. In effetti, non può diventare Vescovo senza il consenso del Papa.
L’Ortodossia insegna che ogni Vescovo, l’”icona vivente di Cristo”, e il proprio gregge costituiscono la Chiesa in un certo posto; o, come dice Sant’Ignazio, la Chiesa di Cristo è nel Vescovo, nei suoi Presbiteri e nei suoi Diaconi, con le persone, radunati attorno alla Eucaristia nella vera fede. Tutti i Vescovi e i loro fedeli, compongono insieme l’Una, Santa, Cattolica e Apostolica Chiesa.
In altre parole non ci può essere Chiesa senza Vescovo, Vescovo senza Eucaristia e Vescovo e Eucaristia senza la vera fede: la Fede Apostolica ovvero “la Fede che fu trasmessa in modo definitivo”. “La Chiesa è nel Vescovo e il Vescovo è nella Chiesa”, così scriveva San Cipriano.
Non c’è Chiesa dove non c’è Vescovo, e non c’è Vescovo dove non c’è successione di Vescovi dagli Apostoli (successione Apostolica): di conseguenza, non ci può essere successione dei Vescovi senza la Fede degli Apostoli.
Non ci può essere Chiesa senza l’Eucarestia, il Sacramento di unità, perché la Chiesa è formata attraverso Essa. Il Corpo e il Sangue di Cristo uniscono il Fedele a Dio : questa comunione o Koinonia è il principale fine della Cristianità. Allo stesso tempo, non ci può essere Eucaristia – e altri Misteri – senza un Vescovo che insegna la vera Fede al battezzato.
La resurrezione di Cristo è in assoluto l’evento centrale della Chiesa Ortodossa, è viene compreso in termini assolutamente letterali. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, venne crocifisso e morì, discese nell’Ade, combattè la morte e vinse. Attraverso questi eventi, Egli liberò l’umanità dai vincoli dell’inferno e tornò indietro dai viventi come uomo e Dio. Che ogni singolo essere umano possa condividere questa immortalità, che sarebbe stata impossibile senza la resurrezione, è la principale promessa fatta da Dio nel suo nuovo patto con l’umanità, secondo la tradizione ortodossa.
In un modo o nell’altro, ogni festività dell’anno ecclesiastico ortodosso fa riferimento diretto o indiretto alla resurrezione. Ogni domenica dell’anno è dedicata alla celebrazione della resurrezione; molti credenti ortodossi si astengono dall’inginocchiarsi o prostrarsi di domenica, in osservanza di ciò. La tradizione ortodossa mette pochissima enfasi liturgica nella passione di Cristo, durante i giorni che portano alla crocifissione, e invece vede ciò come passi fondamentali necessari verso la vittoria finale di pochi giorni dopo. Comunque, la passione viene vista come modello per l’auto-negazione ascetica che il fedele ortodosso è chiamato a vivere nella sua ricerca di Dio.

 
Alessio II

Non tutte le Chiese orientali sono ortodosse in senso stretto, esistono infatti antiche Chiese d’oriente, non legate a Costantinopoli, che non riconoscono alcuni concili ecumenici. Fra queste sono da annoverare le chiese nestoriane, quelle non calcedonesi e quelle monofisite.
Esistono infine chiese che hanno riti e discipline analoghi alle chiese ortodosse ma iconoscono l’autorità di Roma. Queste chiese sono comunemente dette “uniate”.

Bibliografia
-          “La teologia ortodossa contemporanea. Una introduzione” di Felmy Karl C. editore : Queriniana
-          “L’ortodossia” di Paul Evdokimov – edito da EDB
-          “A immagine e somiglianza di Dio” di Vladimir Lossky – edito da EDB
-          “Il genio dell’ortodossia” di Dimitru Staniloae – edito da Jaca Book
-          “La teologia mistica della Chiesa d’oriente” di Vladimir Lossky – edito da EDB
    
Prof. Rolando Norrito